Il quaderno di Shesamne: storie e ispirazioni
Benvenuti nel mio quaderno digitale, un luogo dove condivido le storie dietro le mie illustrazioni, il mio artigianato,
le mie canzoni o semplicemente i miei pensieri in poesia.

Uno sfogo.
Due giorni passati a chiedermi tante cose. Due giorni lenti, due giorni di annebbiamento mentale.
Quando mi succedono questi momenti sto ferma, a un certo punto, e me lo concedo. So che dentro di me qualcosa sta cambiando in silenzio, qualcosa dentro di me sta processando un sentimento, ma poi, allo scadere dei due giorni , non potevo vivere di solo silenzio. Il mio corpo, inerme, intenzionalmente, aveva bisogna di muoversi, mischiare i colori per capire.
Ne è uscito questo disegno.
Il mare è ciò che amo di più al mondo, ma che nel disegno mi viene mostrato come un pericolo.
Il lato destro è un lato in distruzione, misterioso (lo squalo sotto, la bandiera rossa) il paesaggio è scuro.
La lava scorre sul mare.
Il lato sinistro non ha il mare, ma ha alberi, fiori, un paesaggio in crescita, e delle colline dorate.
Io sono su di un elefante rosa, tranquillo e non cosciente del suo equilibrio precario.
Io mi guardo indietro, ma l'elefante alza la zampa e vuole andare verso il giardino.
Ed io mi affido alla sua saggezza, con lo sguardo ancora rivolto indietro.
14 Aprile 2026

Vado a letto con i ricordi,
con gli esorcismi,
con quadri che non so come completare
perché non hanno più niente più da raccontare.
Una sola parola era importante: amare.
Ma il mondo sembra volere specchi,
ed io,
non posso essere specchio di chi mi svuota,
e allora si, amare, da sola,
e attraverso l’arte, svuotata ma piena,
di bellezza, di speranza semplice e complessa, di quotidianità leggera e mai perplessa.
Ho iniziato questo quadro qualche giorno fá. Ognuno ha il suo modo di metabolizzare un emozione, un'ingiustizia, un dolore, un'amore che non trova modo di continuare a vivere, il dover fermare un processo, bello nell'estetica ma che fa male all'anima.
Cosí ho iniziato a dipingere... qualcosa che mi ricordasse l'amore e l'idea che avevo del mio.
Questo quadro non é riuscito a trovare la sua pace, il suo completamento. Mi sono svegliata ogni giorno avendolo come prima visione della giornata. Bene non mi ha fatto, ma il mio era forse un modo per analizzarmi dentro? O accettare che solo l'estetica di un ricordo sarebbe rimasta e cosí poteva continuare a vivire, e non il resto. Gli ho messo accanto dei fiori. La sera, tornando a casa, mi sembrava la scena di un funerale. Poi l'ho messo sul letto. Lo osservavo, cercando di capire, e alla fine, mi sono sdraiata accanto a lui. Qualche ora dopo é scesa una lacrima. Io, non so, davvero, se lo continuerò, e senza volerlo sono diventata anch'io parte stessa del quadro.
11 Aprile 2026
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